Entro il mese di settembre, ad invasi praticamente  vuoti, si conclude  la stagione irrigua 2020: il 20 chiude il Comprensorio della Sinistra Ofanto e il 30 il Comprensorio Fortore.

Una stagione problematica, iniziata con una carenza idrica importante in tutti gli invasi gestiti dall’Ente che conseguentemente ha comportato una riduzione della stagione sia nel calendario irriguo sia  nella dotazione unitaria per ettaro.  Agli inizi di marzo la diga di Occhito conteneva  appena 108 milioni di mc rispetto ai 205 dell’anno precedente e la diga di Capaccio 3,6 milioni rispetto ai 13,5 dell’anno precedente. Dimezzato anche  l’invaso di Marana Capacciotti con appena 25 milioni rispetto al 2019, mentre l’invaso dell’Osento conteneva appena 4 milioni rispetto ai 13,5 dell’anno precedente.

Nonostante le incertezze, nel comprensorio in Sinistra Ofanto si è dato corso all’irrigazione dal  15 aprile, con una dotazione iniziale precauzionalmente fissata in 700 mc per ettaro che è stata poi aumentata per ben due volte fino a mc 1750 per ettaro.

Nel  Comprensorio Fortore, sotteso alla diga di Occhito l’inizio dell’irrigazione è stata fissata al 1° giugno con una dotazione di 1000 mc per ettaro, meno della metà rispetto alla dotazione ordinaria di  2050 mc per ettaro; una decisione necessaria per rispettare tutti gli investimenti colturali ma che inevitabilmente ha creato danni alla coltivazione del pomodoro.

La programmazione degli investimenti di questa coltura è rimasta incerta per diverso tempo, nonostante le condizioni di mercato favorevoli e, anche a  causa di  un inizio di stagione con temperature basse, si è avuto  un ritardo diffuso nei trapianti. Ciò ha comportato un  calo di oltre il 20%  rispetto alla media delle superfici investite  in Capitanata.

A soffrire maggiormente della carenza idrica è stato soprattutto il Nord Fortore dove sono concentrati i maggiori investimenti a pomodoro da industria,  che già da luglio lasciava prevedere  un calo di produzione di circa il 20%.  Ad aggravare la situazione in termini di rese sono state le piogge intense del 5 e 6 agosto che hanno praticamente allagato  numerosi campi di pomodoro dell’Alto Tavoliere riducendo drasticamente la produzione,  con perdite che hanno superato  il 35% nel Comprensorio.

“L’andamento sempre più anomalo delle condizioni meteo dovuto ai cambiamenti climatici  sempre più frequenti, le alluvioni e le siccità prolungate” sostiene il Presidente Giuseppe De Filippo “impone l’adozione di  misure efficaci a difesa dell’agricoltura e  dell’ambiente. È necessario quindi  intervenire tempestivamente e in modo coordinato rispetto a problematiche destinate a segnare il prossimo futuro.

Il completamento degli schemi idrici della Capitanata e la creazione di nuove infrastrutture  per migliorare la gestione e la difesa del territorio non è oramai più rinviabile”.