È stato presentato ieri 8 luglio, presso la diga di Occhito, il progetto PABLO –   acronimo di “Pianificazione Ambientale e Boschiva del Lago di Occhito” –  finanziato nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale della regione Puglia, sottomisura 16.2 “Sostegno a progetti pilota e allo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche processi e tecnologie”  in favore di un partenariato guidato da ATS Monte Maggiore (capofila) che  include  tra i partner  il Consorzio per la Bonifica della Capitanata, l’Ente che gestisce l’invaso e le aree adiacenti a difesa dell’invaso,  oltre al Centro di Ricerca per le Aree Interne e gli Appennini dell’Università del Molise (Aria), Tecno Forest e Legacoop Puglia.

Sono intervenuti il sindaco di Carlantino: Graziano Coscia, Ugo Frasassi di ATS Monte Maggiore, Carmela Pedone del Consorzio per la bonifica della Capitanata e Giovanni Santopuoli per l’Università del Molise, che hanno svolto con successo la loro relazione in favore di una  numerosa platea di persone, tra cui i rappresentanti dei partner del progetto,  Enti ed Istituzioni e singoli cittadini.

Grande interesse per la modalità di raccolta dei dati finalizzata alla realizzazione di un modello di Gestione Forestale,  sia con rilievi da terra tradizionali sia con rilievi con drone che utilizzano la tecnologia Lidar (Light Detection And Ranging) per la raccolta computerizzata di dati dendrometrici e di vegetazione dei boschi.

Largo spazio è stato dedicato alla messa a punto della tecnica del “fuoco prescritto” – prima esperienza in Puglia –  utile alla prevenzione degli incendi boschivi e alla tutela e messa in sicurezza delle zone circostanti il bosco che prevede l’applicazione esperta, consapevole e autorizzata del fuoco su superfici pianificate, adottando delle procedure operative ben precise.

Il dibattito che è seguito ha permesso di dare voce ai diversi rappresentanti della comunità locale e, valutando non solo i quesiti ma anche e soprattutto i suggerimenti e le ragioni di un territorio troppo spesso non adeguatamente tutelato e valorizzato, si è dato inizio alla costituzione della  “Comunità di Pratica” che sperimenta un nuovo modello di partecipazione attiva tra  operatori interessati e sensibili alla tematica della gestione delle aree boschive.